Trofeo Ponte Linari: “Una bella vetrina di sport popolare”

di Pasquale Simonelli

Preceduta da una diffusa informazione locale,si è svolta l’edizione 2002 del Trofeo “Ponte Linari”:classico torneo di bocce a gare individuali di livello provinciale, per giocatori di categorie B-C-D organizzato dal Circolo Bocciofilo Ponte Linari (Via di Tor Vergata, 468).  L’evento sportivo ha richiamato appassionati del gioco,curiosi ed ha visto la partecipazione di 450 formazioni di società bocciofile romane e della Regione, affiliate alla F.I.B. (Federazione Italiana Bocce). Le fasi finali si sono svolte, nell’arco di una giornata sotto la direzione di arbitri federali e senza sbavature organizzative, sui 2 campi di gioco regolamentari  del Circolo, iscritto alla F.I.B. da 20 anni: i giocatori finalisti si sono confrontati in gare ad eliminazione diretta, dimostrando doti competitive con giocate di collaudata capacità e preparazione. Complessivamente il livello tecnico scaturito, è apparso di buona qualità ma non sono mancati “colpi speciali” da manuale sportivo  in quanto ad abilità, potenza e misura.

Al primo classificato, dopo 8 impegnative gare, è andato il trofeo Ponte Linari; agli altri tre semifinalisti medaglie d’oro, coppe, targhe: il monte premi è stato distribuito secondo la classifica finale. Note di merito per le giocatrici ed un sedicenne. Alla fine della manifestazione,strette di mano tra tutti i giocatori e riconoscimenti per l’impegno, la lealtà e la correttezza messe in campo.Ringraziamenti anche per il Comitato organizzatore del torneo,a cui è stato riconosciuto il merito di aver svolto una proficua opera di sensibilizzazione sul territorio, con il coinvolgimento di vari “testimonial della manifestazione” come i commercianti locali, le Istituzioni Comunali, la F.I.B., i Circoli bocciofili romani impegnati nelle gare eliminatorie  ecc. Tutti questi soggetti hanno risposto con propri contributi anche economici ad allestire, per una giornata, una bella “vetrina di sport popolare” a Ponte Linari che ha avuto il giusto risalto anche sulla stampa sportiva.

Oggi, archiviata questa ennesima prova , accogliamo con piacere dai protagonisti qualche  riflessione in più su questa “realtà” viva del sud-est romano. Di Quinzio Domenico,vice presidente del Bocciofilo “Ponte Linari”, ci illustra dapprima alcuni numeri significativi: 50 soci iscritti, decine di frequentatori, una funzionale struttura sportiva di 350 mq. coperti, 2 locali allestiti per attività associative, ricreative e giochi da tavolo su un’area di 1000 mq. circa confinanti con area pubblica. Non mancano in bacheca attestati di partecipazione sociale a vari tornei con trofei, coppe. Quindi aggiunge “ …Un risultato di tutto rispetto per un Circolo, che ha sostenuto la sua attività sportiva e aggregativa in questi anni con la passione e il gesto disinteressato dei suoi soci,a fronte di risorse derivanti soprattutto dalle quote sociali. L’idea di un Comitato di Quartiere con un Bocciofilo a Ponte Linari nacque negli anni ’70/’80 ad opera di alcuni coraggiosi “pionieri” del posto, tra i quali i fratelli Campoli, per cercare di aggregare questa parte della nostra periferia cresciuta in modo abusivo, per la creazione di un progetto di spazi sociali. Allora decine di volontari decisero di “occupare” una striscia di terreno incolto, individuato dalla allora Giunta Comunale di Petroselli come futura area verde per il quartiere, dove tirare i primi colpi di bocce. 

Poi dopo numerosi contenziosi, arrivarono finalmente i campi da gioco,la relativa copertura e le altre strutture con la consacrazione ufficiale (Statuto costitutivo) del Circolo Bocciofilo. Oggi, a poca distanza dal traguardo finale, ci serve però una spinta decisiva da parte dalle Istituzioni Comunali per eliminare finalmente la nostra situazione di precarietà, con il  riconoscimento della idoneità per questa sede storica. Ci risulta che manca solo qualche firma, il suggello di qualche dirigente della Pubblica Amministrazione su carta intestata Comune di Roma!” Ottavio Campoli, uno dei 20 soci fondatori, invece si sofferma sull’allarmante situazione ambientale per le erbe alte, i rami degli alberi che minacciano le strutture, gli allagamenti improvvisi, la mancanza di parcheggi auto, e lo stato di degrado del parco pubblico a cui bisogna fare immediatamente fronte.


Morena, 2002