Giardini Tor di Mezzavia: proposte per il futuro

di Pasquale Simonelli 

  “Quale futuro è scritto nei programmi del Nuovo Piano Regolatore di Roma e delle aree 167, per Giardini Tor di Mezzavia? come spazio da riempire solo con nuova edilizia oppurequalcos’altro?” questo, il tema su cui si è svolta l’Assemblea Pubblica del 2 ottobre ’02 e di cui riferiamo data l’attualità dell’argomento, intorno al quale si sono di nuovo mobilitati i cittadini della periferia. Promotore dell’iniziativa, il C.d.Q. G.T.Mezzavia presso il Centro Socio-culturale di Via Gasperina, con Gianluca Panerai, segretario, Armando Petrucci, presidente e figura storica dell’Associazione e con gli interventi di Sandro Medici,Presidente del X Municipio e Pietro Tilia, esponente dell’opposizione in Consiglio Municipale e consigliere nella Commissione Urbanistica. In una sala gremita di cittadini, Gianluca Panerai ha parlato di: “più di1 milione di mc. circa, di nuovi insediamenti oltre il G.R.A. di cui 115.000 mc. a G.T. Mezzavia per 1.200 nuovi residenti già costruiti (su 5 milioni e 250 mila mc. complessivi di cemento progettati sul territorio municipale con il n.P.R.G., di cui 4/5 situati lungo la Via Anagnina e Via Tuscolana per 25.000 nuove stanze) senza che i suoi cittadini abbiano notato finora incrementi nella dotazione di infrastrutture urbanistiche per il quartiere, che di tutto il quadrante Sud-est di Roma è diventato <il fulcro>, data la sua posizione di “passaggio obbligato” nella mobilità e nel trasporto dei cittadini da e per Roma. Nei progetti presentati, infatti rileviamo risposte insufficienti ai nodi del traffico intorno all’Ikea, dalla vecchia Tuscolana, per Osteria del Curato e per il decongestionamento di Via Gasperina mentre rispondono so- lo parzialmente alle esigenze di maggiore vivibilità nel nostro quartiere, più volte espresse dai cittadini di questo comprensorio alle competenti autorità”. Armando Petrucci ha ricordato la funzione storica del C.d.Q. nelle battaglie per il riscatto della periferia ed ha invitato quanti siano interessati, a raccogliere questa importante eredità con il proprio impegno. Gianni Disperati,per la “S.S. G.T.M.” ha richiesto un adeguato spazio per le strutture sportive nello strumento urbanistico progettato. Alcuni residenti di Via Pentone si sono detti preoccupati su “la scarsa informazione per il <nuovo che avanza> alle nostre spalle (P.d.Z167 Anagnina 2):si salderà questa tipologia edile da 5 piani con gli edifici da 2?”  Pietro Tilia prende invece lo spunto dai vecchi cartelli che segnalano ancora oggi i terreni agricoli come ”aree protette per il loro alto valore paesaggistico e archeologico”, per ribadire la vocazione del territorio allo sfruttamento naturale delle sue risorse, diverso da quello fondiario e speculativo: ha propos-to nella delibera municipale l’abbattimento del 60% delle cubature nella 167 “Anagnina 1”. Sandro Medici parla di un fecondo lavoro svolto finora dal Consiglio municipale, che ha approvato all’unanimità le delibere relative al dimezzamento dei volumi di Anagnina 1, la sospensione dell’iter per il nuovo P.d.Z. Tor Vergata, l’annullamento della localizzazione di Gregna come compensazione di Aguzzano e l’annullamento della licenza per l’apertura del nuovo Centro Commerciale a Tor di Mezzavia. Mentre stanno per partire i lavori per realizzare una nuova viabilità sull’Anagnina e Tuscolana. Dobbiamo inoltre affermare una nostra, autonoma capacità propositiva sulle funzioni che deve svolgere la nuova direzionalità della Romanina”. G.T.Mezzavia ritiene di dare il suo contributo, con la seguente mozione votata all’unanimità al termine dell’Assemblea Pubblica: 

1)    La riduzione delle cubature e delle altezze dei fabbricati previsti, uniformandole e adeguandole alle altezze massime degli edifici limitrofi;

2)    Il rispetto delle aree soggette a vincoli archeologici e paesaggistici e il mantenimento delle aree agricole e di verde esistente;

3)    L’adeguamento e l’allargamento immediati delle sedi viarie esistenti(Anagnina e Tuscolana) già insufficienti, in vista delle nuove edificazioni;

4)    L’immediata attuazione di una nuova viabilità in adeguamento delle attuali e in anticipo alle future realtà insediative;

5)    Il prolungamento della linea A della metropolitana oltre i futuri insediamenti, con previsioni di nuove fermate in prossimità degli attuali e dei nuovi insediamenti indispensabili al decongestionamento del traffico di superficie;

6)    Più servizi per i cittadini;

7)    La costruzione di aree verdi pubbliche attrezzate e di piste ciclabili;

La revoca delle licenze edilizie e commerciali rilasciate per l’apertura di nuovi centri commerciali nel nostro territorio. 

Morena, 2002